venerdì 30 ottobre 2009

Stefano Cucchi, assassinato dai carabinieri

http://www.youtube.com/watch?v=quJyhJzoI6U Video e conferenza stampa della famiglia.

Immagini shock di come lo hanno conciato (non guardare se vi impressionate, sono state fatte dopo l'autopsia)

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Questo povero ragazzo pesava 43 chili, era anoressico.
Avevte visto le sue foto?
Io mi immagino la scena...1,2,3,4 carabinieri che si accaniscono su un ragazzo così....solo un cieco non poteva vedere che era anoressico!
Ma che razza di "uomini" dovono essere questi?
Ma con quale coraggio c'è chi li difende?

Con tutta la mia rabbia e la mia indignazione esprimo il mio cordoglio alla mamma, al papà e alla sorella.

MI UNISCO PUBBLICAMENTE A TUTTI QUELLI CHE CHIEDONO VERITA' E GIUSTIZIA!


Stefano Cucchi è stato arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre scorso. Trascorre la notte in caserma e l'indomani, con un processo per direttissima, il giudice dispone l'arresto in carcere in attesa dell'udienza successiva. Mentre sono ancora in attesa di vedere il figlio, una settimana fa i familiari ricevono dai carabinieri la notifica del decreto col quale il pm autorizzava l'autopsia sul corpo di Stefano. E' così che i genitori e la sorella vengono a conoscenza della morte di Stefano. Un'altra morte di carcere.
Il Blog ha intervistato Ilaria e Giovanni Cucchi, rispettivamente sorella e padre di Stefano.

L'arresto e il processo per direttissima
llaria Cucchi: "Stefano Cucchi era un ragazzo di 31 anni, un normalissimo ragazzo di 31 che la notte tra il 15 e il 16 ottobre è stato arrestato dai Carabinieri, perché trovato in possesso di una modica quantità di sostanze stupefacenti. L’abbiamo visto uscire di casa accompagnato di Carabinieri, che precedentemente tra l’altro avevano perquisito la sua stanza non trovandovi nulla e accompagnato dai Carabinieri in ottime condizioni di salute, senza alcun segno sul viso e non lamentando alcun tipo di dolore. L’abbiamo rivisto morto il 22 ottobre all’obitorio: nel momento in cui l’abbiamo rivisto, mio fratello aveva il viso completamente tumefatto e pieno di segni, il corpo non l’abbiamo potuto vedere."Blog: "possiamo ripercorrere le tappe di quei giorni? La notte tra il 15 e il 16 ottobre viene fermato dai Carabinieri e viene portato in caserma: da lì i Carabinieri lo portano qui in casa a controllare se.. "llaria Cucchi: "a perquisire la sua stanza, esatto, dove ovviamente non viene trovato nulla."Blog: "sostanzialmente trascorre la notte in caserma e poi viene.. "llaria Cucchi: esattamente. La mattina successiva, verso le dodici avviene il processo per direttissima, dove il giudice ritiene che questo ragazzo debba passare il tempo fino al 13 novembre, data in cui è fissata l’udienza successiva, in carcere e viene assegnato a Regina Coeli. llaria Cucchi: da quel momento non lo vediamo più. Ripeto: la mattina del processo per direttissima mio fratello aveva già il segno gonfio di botte, da qui è uscito in ottime condizioni. Blog: "i Carabinieri che cosa vi hanno detto, quando era qui in casa?"llaria Cucchi: "ci hanno detto di stare tranquilli, perché per così poco sicuramente il giorno dopo sarebbe stato a casa agli arresti domiciliari." Blog: "poi, quando vi avvisano, arriva una telefonata che dice 'Stefano sta male'?" llaria Cucchi: "il sabato sera. La notizia successiva l’abbiamo il sabato sera, intorno alle nove vengono i Carabinieri a informarci che Stefano è stato ricoverato d’urgenza presso la struttura del Sandro Pertini: ovviamente i miei genitori si recano immediatamente sul posto e lì viene negato loro alcun tipo di notizia. Nel momento in cui, ingenuamente, mia madre domanda di poter vedere il ragazzo e di sapere quello che aveva, le viene risposto: “assolutamente no, questo è un carcere, tornate lunedì in orario di visita e parlerete con i medici”. I miei genitori tornano il lunedì mattina, all’orario che era stato loro detto, vengono fatti entrare e vengono loro presi gli estremi dei documenti e vengono lasciati in attesa. Dopo un po’ di tempo esce una responsabile, la quale li informa di non poterli fare parlare con i medici, in quanto non è arrivata una certa autorizzazione da parte del carcere. “Comunque tornate, perché deve arrivare quest’autorizzazione e non vi preoccupate, perché il ragazzo è tranquillo”, è stato risposto loro, quando mia madre chiedeva: “ditemi almeno per quale motivo mio figlio è stato ricoverato”. “Il ragazzo è tranquillo”.
Stefano è morto
Il giorno dopo, ovviamente, i miei tornano ...esattamente, il martedì mattina tornano presso la stessa struttura, al reparto carcerario del Sandro Pertini e questa volta non vengono proprio fatti entrare, viene risposto loro al citofono che non possono entrare, perché non c’è l’autorizzazione. Finalmente viene detto loro però che sono loro a dover chiedere un’autorizzazione a Piazzale Gloria, se vogliono vedere il ragazzo: mio padre chiede quest’autorizzazione e la ottiene per il 25.. mi scusi, per il 22, giovedì. Il 22 all’alba mio fratello è morto e mio padre non ha fatto in tempo a vederlo. Sappiamo della notizia della morte di mio fratello dai Carabinieri, che vengono a casa intorno alle 12: 30, le premetto che sembrerebbe che mio fratello sia morto all’alba, vengono intorno alle 12: 30 per notificare a mia madre il decreto con il quale il Pubblico Ministero autorizzava l’esecuzione dell’autopsia in seguito al decesso di Cucchi Stefano. Questo è stato il modo in cui mia madre ha saputo della morte del figlio." Blog: "da lì in poi come avete fatto per vedere il corpo? All’obitorio vi è stata concessa questa possibilità?"llaria Cucchi: "inizialmente no, c’è stata negata: dopo alcune insistenze è stata fatta una telefonata al Pubblico Ministero, il quale ha autorizzato che potessimo vederlo, ovviamente dietro a un vetro. Quello che abbiamo visto è stato uno spettacolo - mi creda - allucinante: mio fratello aveva il viso completamente devastato, era irriconoscibile, aveva un occhio gonfio e un altro sembrava incavato, la mascella sembrava rotta, aveva il viso come bruciato. Il corpo era coperto da un lenzuolo, non so quello che ci fosse sotto."Blog: "è vero che il magistrato vi ha vietato di fare fotografie al vostro.. "llaria Cucchi: "ovviamente il nostro consulente ha chiesto di poter fare la documentazione fotografica e le riprese, ma è stato negato. Adesso ci aspettiamo innanzitutto una serie di risposte e che lo Stato ci dica come è potuto accadere che non ci sia stato possibile stare vicini a Stefano nel momento in cui stava morendo. Ci devono spiegare anche perché abbiamo consegnato mio fratello allo Stato, alle istituzioni in una certa condizione di salute ottima e perché ce l’hanno restituito morto. Stefano era un normalissimo ragazzo di 31 anni, lavorava, lavoravamo insieme, lui era un geometra, anche mio padre è geometra e lavoriamo insieme nella stessa struttura. Mio fratello aveva un trascorso in una comunità di recupero per tossicodipendenti, dalla quale era uscito completamente riabilitato, tant’è che lavorava e stava bene, mio fratello stava bene, aveva tanta voglia di vivere e lo posso documentare con le sue lettere, con i suoi messaggi, mio fratello aveva voglia di vivere. In questo momento non sono in grado di accusare nessuno, e il problema è proprio questo, perché non so come sono andate le cose." Blog: "ci sono state delle interrogazioni parlamentari rivolte al Ministro della Giustizia? Cosa è successo?"

Ilaria Cucchi: "mi giunge voce che la risposta all’interrogazione del Ministro Alfano è stata che Stefano è caduto: ora mi spieghino dove, come e perché è caduto e, soprattutto, come ha fatto a morire. Che mi spieghino, per una caduta, come poteva riportare tutti quei segni di traumi sul viso e sul corpo e che mi spieghino perché è stato lasciato morire."
Blog: "per voi questa non è la verità?"llaria Cucchi: "questa non è assolutamente la verità: forse è parte della verità, ma sicuramente la vicenda non si chiude qui e sicuramente non si spiega la morte di mio fratello." Giovanni Cucchi: "quando è il momento in cui ho visto mio figlio all’obitorio mi è caduto il mondo, vedendolo così, in quelle condizioni veramente inimmaginabili. Ho provato un dolore enorme e un senso di frustrazione di fronte a quello che lo Stato ci può dare e, in effetti, mio figlio è entrato sano e è uscito morto in quelle condizioni. Voglio dire, non è ammissibile che, per qualsiasi cosa uno possa aver fatto, sia ridotto sia dal punto di vista fisico che anche dal punto di vista morale in quel modo, perché mio figlio è morto solo. E’ una rabbia enorme per come può finire un figlio così, massacrato in quel modo.."
Un ragazzo normale
Blog: "in che condizioni era il giorno dell’udienza per direttissima?"Giovanni Cucchi: "il giorno dell’udienza lui.. guardi, Stefano era una persona magra, lei ha visto la foto e perciò si è reso conto.. non tutti forse.. non può apparire.. lui praticamente ha il viso gonfio, il doppio del viso di quello che si vede rispetto all’ultima foto che aveva e poi aveva, sotto gli occhi, dei segni neri, quindi segni evidenti di pugni negli occhi, di botte negli occhi. Si è presentato così alla causa. Però dal punto di vista fisico stava benissimo, si muoveva, il fatto delle vertebre rotte assolutamente non sussisteva, per quanto ho potuto vedere lo escludo al 100%. Stefano si muoveva, camminava, parlava, assolutamente si muoveva come una persona normale e, se ci fosse stato quel problema delle vertebre, per prima cosa avrebbe provato dolore e quindi l’avrei saputo, me l’avrebbe detto, ma a parte quello il suo comportamento era un comportamento normalissimo e conseguentemente lo escludo nella maniera più categorica."Blog: "è stato l’ultimo giorno che avete potuto vederlo?" Giovanni Cucchi: "sì, sì, è l’ultimo giorno in cui abbiamo potuto vedere Stefano, esatto. E le assicuro che, nel momento in cui l’ho rivisto, non credevo ai miei occhi: non era possibile che Stefano mi fosse stato presentato in quelle condizioni, non era possibile! Guardi, è una cosa inimmaginabile, per un padre vedere il figlio così, dopo sei giorni che chiede notizie, avere una notizia in quel modo, detta in quel modo, chiedere addirittura - è quasi una beffa! - alla dottoressa che ci è venuta a comunicare all’esterno del carcere la morte di Stefano, dice “ ma potevate chiederlo ai medici?”, ma come?! Sono cinque giorni che veniamo qui a chiedervi e non ci avete fatto entrare! Il secondo, il sabato.. il lunedì siamo andati in carcere e ci hanno fatto entrare, ci hanno preso i documenti, dopo è uscita una sovrintendente e ha detto “ no, mi dispiace, non vi possiamo fare parlare con i medici”. “ Ma guardi che vogliamo solo parlare con i medici, non è che vogliamo parlare con Stefano, vogliamo sapere il suo stato di salute”, “ no, non è possibile, perché deve arrivare il permesso”. Il permesso da dove non si sa, però dice “ guardi, tornate domani, perché domani probabilmente questo permesso sarà arrivato e quindi potrete parlare con i medici”. L’indomani siamo tornati, il piantone non ci ha neanche fatto entrare: ci ha detto soltanto “ io non so niente di questo, per parlare con i medici dovete avere il permesso del colloquio rilasciato dal giudice”. Sono andato il giorno dopo a chiedere il permesso, l’ho ottenuto e poi, il giorno dopo, sarei andato a Regina Coeli a farmelo confermare, perché lì c’è una questione di orari, non si riesce a fare tutto in una giornata. Però mentre tornavo per.. mentre andavo per chiedere questo permesso mia moglie mi ha comunicato che Stefano era morto. Siamo andati a informarci sul perché Stefano è morto e non ci hanno dato nessuna scheda ufficiale, ci hanno solo comunicato verbalmente queste testuali parole: “ si è spento, aveva un lenzuolo sempre sulla faccia, non voleva mangiare, non si voleva nutrire e non voleva le flebo , praticamente si è spento”. Siamo rimasti esterrefatti, allibiti, anche loro vedevo che tutto sommato erano imbarazzati nel rispondere: ci hanno comunicato questo, nessun documento ufficiale, soltanto questa affermazione, 'si è spento'." Blog: "che ragazzo era Stefano?"Giovanni Cucchi: "era un ragazzo normale, pieno di vita, allegro, determinato, volenteroso, lavorava, faceva il geometra, aveva tanti progetti, tante ambizioni e ogni tanto me le confidava. Insomma, era un ragazzo che stava in progressione, stava nel pieno assolutamente, era un ragazzo.. ma poi, tra l’altro, aveva un carattere veramente da amico, da amicone, era amico con tutti, voglio dire, non poteva fare la fine ...assolutamente, non poteva fare una fine così, guardi, non mi rassegno a che Stefano abbia fatto una fine del genere, non se lo meritava nella maniera più assoluta, non se lo meritava!"Blog: "e adesso che cosa vi aspettate?"Giovanni Cucchi: "ci aspettiamo che si faccia chiarezza, che ci dicano quello che non hanno potuto dirci prima, che ci spieghino con esattezza quello che è avvenuto e i motivi delle percosse, i motivi della morte con precisione: finora c’è stato il nulla, adesso vogliamo sapere tutto!" Blog: "cosa è disposto a fare per ottenere questo?"Giovanni Cucchi: "tutto, fino all’ultima goccia di sangue, fino all’ultima goccia di vita io e mia moglie ci batteremo perché si faccia chiarezza su mio figlio!"

Dal sito di Beppe Grillo

mercoledì 28 ottobre 2009

Aggiornamento

Piccolo aggiornamento.
La "politica" del vomitare è controproducente, ho preso due chili, altro che non si ingrassa :(
Per non parlare del bruciore a gola e pancia...

Soluzione: ho ricominciato come prima, mangio pochissimo e se proprio devo vomitare lo farò in "occasioni speciali" tipo natale ecc...

Un beso.

CORRI RAGAZZO, SCAPPA, PIU' VELOCE CHE PUOI

Dal web

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

giovedì 15 ottobre 2009

Una nuova vergogna tutta italiana

Ma viviamo proprio ne "Bel Paese"; che culo!!!
Il nostro parlamento è riuscito a bocciare anche una legge che voleva provare a contrastare la preoccupante escalation di violenza ed aggressioni contro omosessuali, trans e lesbiche.
In tutto il mondo occidentale questa legge esiste da anni, invece nella civilissima ItaGlia sostanzialmente si dice che massacrare un gay non è poi così grave...mi viene da dire che i talebani stanno in buona compagnia.
Siccome ho amici omosessuali e amiche lesbiche che le aggressioni le hanno subite, che sono stati/e offesi/e e umliati/e mi viene il voltastomaco a pensare in che razza di paese vivo.
Sinceramente, visto che vanno di moda le ronde, penso che dovrebbero essere fatte, ma per prendere a calci nel culo questi razzisti, fascisti, maschilisti e criminali che si permettono di rovinare la vita delle altre persone.

E allora, aspettando che il mio paese esca dal medioevo e venga proiettato nel 2010 vi lascio (come al solito) con una bella canzone.




In farmacia arriva la dieta personalizzata sul DNA

(Dal Corriere della Sera)

Un kit per creare menu su misura e scegliere lo sport
più adatto


MILANO — Chi vuol perde­re peso, prima del menù do­vrebbe leggere la sua carta di identità genetica. E a tavola scegliere i piatti più adatti al suo metabolismo e ai suoi gu­sti.

È la G-Diet, la dieta «perso­nalizzata », fatta su misura, in base ai geni di un individuo, e messa a punto a Trieste, nei la­boratori dell’Area Science Park, ente pubblico di ricerca dove le aziende sviluppano le idee dei ricercatori.

«Il mondo delle diete — commenta Paolo Gasparini, genetista all’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste e referente scientifico del progetto — è abbastanza variegato sia per­ché sono in molti ad occupar­sene (dai dietisti agli endocri­nologi), sia perché le soluzio­ni proposte sono fra le più di­sparate (dalla dieta del pom­pelmo a quella del minestro­ne). Così è nata l’idea di sfrut­tare le ricerche più recenti nel campo della nutrigenomica e in particolare sul gusto».

Che le persone abbiano una diversa sensibilità nei confronti del gusto amaro si sa da secoli, che il gusto sia una questione legata ai geni è una storia più recente.

«Alcuni individui — conti­nua Gasparini — hanno delle variazioni genetiche che li ren­dono particolarmente sensibi­li all’amaro (i cosiddetti non taster che rappresentano il 70 per cento della popolazione, in contrapposizione ai super taster che, invece, apprezzano non solo l’amaro, ma anche il piccante) e di conseguenza tendono a eliminare dalla die­ta cibi come i broccoli, il radic­chio e altre verdure, la birra, l’acqua tonica, il caffè. La con­seguenza è che rischiano ca­renze alimentari ed è bene al­lora suggerire, per la loro die­ta, fonti alternative di vitami­ne e sali minerali».

D’altro canto, chi non per­cepisce l’amaro, è più predi­sposto a provare nuovi cibi e bevande, con il rischio di di­ventare obeso. La G-Diet valu­ta globalmente una ventina di geni. Oltre ai due del gusto, gli altri hanno a che fare con il metabolismo degli zucche­ri, dei grassi, dell’osso, e altri ancora con lo stile di vita. Tut­ti i geni del nostro Dna pre­sentano delle varianti (in ter­mine tecnico si chiamano po­limorfismi): nel caso dei ven­ti geni della nutrizione, alcu­ne varianti sono sono favore­voli alla salute, altre no, ed è su queste ultime che si model­lano i suggerimenti dietetici o di stile di vita, compreso il ti­po di esercizio fisico.

Per esempio, chi ha la va­riante sfavorevole del gene della grelina, un ormone che stimola l’appetito, tende ad avere un marcato senso della fame ed è bene quindi che suddivida la sua dieta in cin­que pasti giornalieri. «Il geno­tipo di una persona — conti­nua Gasparini — viene poi va­lutato insieme al suo diario alimentare e a un’analisi sup­plementare del gusto attraver­so particolari cartine reatti­ve » .

Il kit è stato brevettato da un’azienda dell’Area Science Park ed sarà presto in com­mercio con il nome di G-Profi­le: prevede il test sulla saliva per il gusto amaro, il prelievo con una specie di cotton fioc di alcune cellule dalla bocca (come si vede fare nei tele­film di C.S.I, Scena del crimi­ne, quando si vuole esamina­re il Dna di un sospettato), cel­lule che saranno inviate a un laboratorio di riferimento do­ve ne verrà analizzato il profi­lo genetico e, come terzo ele­mento, un questionario. In ri­sposta, si riceveranno suggeri­menti dietetici e di stile di vi­ta. Un altro kit, un po’ più sofi­sticato, prevede le stesse inda­gini che serviranno a compila­re una dieta molto particola­reggiata, appunto la G-Diet.

«Le informazioni che rica­viamo dalla genetica e dai da­ti sul gusto — conclude Ga­sparini — ci permettono di scegliere e di dosare gli ali­menti in modo che la dieta ri­sulti gradevole al palato e non comporti sacrifici eccessivi». In futuro i ricercatori prevedo­no di arricchire l’elenco dei geni analizzati con l’aggiunta di altri trenta.

Che ne pensate? Sembra inressante.

lunedì 12 ottobre 2009

Piccole soddisfazioni malate

Ciao a tutte ragazze,
da fottuto malato quale sono mi sento veramente felice.
Le "notizie" sono due, una bella e l'altra meno.
Partiamo dalla meno bella...
Ho iniziato a vomitare.
Allora, continuo a mangiare molto poco però quando capita di dover mangiare qualcosa di più (tipo con i parenti oppure fuori a cena, ecc..) mi caccio due dita in gola e vomito con una facilità incredibile.
Lo so, lo so, è una stronzata però è la verità e almeno qui posso scriverlo.
La cosa che invece mi ha reso felice è stato l' incontro con una mia carassima amica che si è sposata (a 22 anni bisogna essere fuori per sposarsi) che non vedevo da un anno e mezzo.
E' rimasta allucinata ;)
L'ultima volta che mi aveva visto ero grasso come un porco e mi ha detto che sembravo essere tornato come quando avevo 17 anni (è stata esagerata perchè allora ero davvero magrissimo...niente a che vedere con oggi...sono terribilmente normale).
Poi si è parlato di come vanno le cose, amore, lavoro, il solito insomma.
Poi succede che ieri sera mi chiama mia madre e mi dice che Anto l'ha chiamata preoccupatissima chiedendole se avevo qualche brutto male :)
La notizia mi ha reso FELICISSIMO, ho pensato:"ma allora funziona!"; dai bello, stringi ancora , puoi andare avanti, ci stai riuscendo!!!
Ecco, ieri sera ho avuto la conferma che sono bacato nel cervello eppure continuo ad essere felice per la reazione di questa mia amica.

Che altro dire, vado avanti come un bulldozer.

Un bacio a tutte.

Ps: Meri, Veggie, Musi...adoro i vostri commenti, ma non mi massacrate vi prego...almeno oggi voglio rimanere felice e non pensare.

martedì 6 ottobre 2009

Sto veramente di merda

Mi gira la testa, mi tremeno le mani, ho i crampi allo stomaco e mi viene da vomitare.
Provo a mangiare l'ennesima cicca.
Sento la mente confusa, come se avessi poca lucidtà.

venerdì 2 ottobre 2009

Ieri ho rivisto Traispotting

Ieri sera mi sono riguardato questo capolavoro mentre mi scolavo quasi una bottiglia di whisky a stomaco vuoto; alla fine del film ero bello messo.
Volevo partecipare psico-attiva-mente alla visione.
...Il risveglio? Drammatico...

Tra l'altro penso che il doppiaggio sia uno dei più riusciti degli ultimi anni.
Anche perchè vederlo in lingua originale è un delirio, troppo slang e accenti scozzesi.
Qualcuna/o di voi sa chi presta la voce al protagonista?
Ho messo di sottofondo il monologo iniziale del film magari vi viene in mente.

Ciao a tutte.

giovedì 1 ottobre 2009

I'm a Ganja smoker

Niente ragazze, ho provato a smettere di fumare Sensimilia ma sono durato 2 settimane ;)
Ieri sera: white widow...

Vi dirò di più, mi sta venendo una mezza idea di rifarmi i DreadLocks ma sono indeciso per via del lavoro.

I capelli ora sono abbastanza lunghi per farli......
Ci devo pensare.
Però che palle sta menata del lavoro.
Ho dovuto levare tutti i miei orecchini, ne ho lasciato solo uno, devo stare sempre in maniche lunghe per i tatuaggi, devo tenere i capelli legati...insomma non capisco perchè per lavorare devo fare finta di essere un altra persona...mhà?

Voi che dite dread o non dread?

Partite dal concetto che sono un super-sbattimento sia per la pulizia che per la manutenzione...li avevo tagliati anche per quello...

Saluti a tutte.

P.s: Vale lo stesso discorso delle abitudini alimentari...non imitare!!!