La donna, 39 anni, è deceduta sabato scorso
Sequestrate le cartelle cliniche, disposta l'autopsia L'ospedale San Martino
E' morta sabato scorso in ospedale, dove era stata ricoverata per una grave forma di anoressia. Sarà il pm Andrea Canciani a far luce sul decesso della donna di 39 anni di Quarto, nel levante genovese, che si trovava ricoverata al San Martino di Genova per curare la sua malattia.
La salma è stata posta sotto sequestro e sarà sottoposta ad autopsia presso l'istituto di Medicina legale dello stesso ospedale. Sequestrate anche le cartelle cliniche per verificare eventuali responsabilità nella morte della giovane donna.
Segretaria amministrativa di una scuola di San Fruttuoso, la donna era malata da almeno 20 anni. Era più volte entrata e uscita dagli ospedali, alternando periodi di grave sofferenza - che l'avevano trascinata anche sull'orlo del suicidio - a stati di maggiore equilibrio. Neanche la nascita della sua bambina era riuscita a strapparla dal suo dolore, ed era ripiombata in quella che i medici chiamano "anoressia nervosa". L'ultima volta è enetrata in ospedale accompagnata dai suoi parenti alla vigilia di Pasqua. Era così stremata che non riusciva più ad alzarsi dal letto.
Massimo Giusti, professore associato di endocrinologia ammette che è "molto difficile curare queste patologie". "I pazienti affetti da anoressia nervosa - spiega - spesso vengono alimentati per via endovenosa, ma ci sono casi come questo che dimostrano che neppure queste terapie d'urto sono efficaci".
mercoledì 7 aprile 2010
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