lunedì 21 settembre 2009

Questo è quello che penso...o forse no...sono confuso

La "Dea" Ana non esiste, non è un idea, un filone di pensiero...non ha nemmeno niente a che fare con la filosofia di vita o la manifestazione della ribellione.
Niente di tutto questo.
Esiste solo l’Anoressia.
Riuscire a capire questo è già un primo passo verso la consapevolezza di ciò che si è e del momento che si sta attraversando.
L’anoressia è una malattia ed ha a che fare con la "zucca"; ognuno vive la malattia a modo suo…
C’è chi si chiude in casa, chi piange tutto il giorno, chi ha continui sbalzi d’umore, chi smette di avere rapporti sessuali, chi continua a lavorare e fare apparentemente la sua vita normale, chi ama sentirsi dire che è dimagrito e vedere che si preoccupano per lei/lui e chi non permette a nessuno di emettere un fiato sul problema, ecc……
Non sono storie romantiche, sono storie di merda, sangue, vomito, bile, flebo, piaghe sulla pelle, depressione e medicine.
A volte sono state storie di cappi al collo, arterie recise, sbarre davanti agli occhi, grida isteriche e misure di contenimento….proprio così, c’è anche chi è andato/a fuori di testa.
L’epilogo però (se non ne vieni fuori) è sempre lo stesso, sofferenza, ospedale, tanti fiori, amici e parenti che piangono.

Fine della storia.

Lo so, se si prova a rendere visivamente questa descrizione è abbastanza desolante ma ancora non si avvicina minimamente alla durezza della realtà.



E’ una “cosa” che succede e non sai nemmeno tu perché ci sei finito.
Non è vero che quando arrivi al peso che hai deciso trovi la felicità o la perfezione perché in realtà non è quello che stai cercando.
Io sono stato anoressico, probabilmente ci sto tornando, se non ci sono già ricascato in pieno, quindi non prendete queste parole come una menata.


Forse queste cose le sto solo ricordando a me stesso...


Mi sono illuso di poter gestire la situazione e invece eccomi di nuovo qui, dopo così tanti anni, di nuovo ai blocchi di partenza; come se il tempo si fosse cristallizzato e questi anni non fossero mai trascorsi.

Cerco di distrarmi, di pensare ad altro ma ogni specchio è come una pugnalata all'addome.

A volte vorrei avere il coraggio di strapparmi lo stomaco con le mani e morire con quell' immagine negli occhi.


Vorrei tanto essere normale, potrei anche pregare un Dio per poter smettere di essere come sono.


E' un incubo, aiuto.

8 commenti:

  1. Il tuo discorso non fa una piega.. è proprio così..un incubo.. è anche vero che forse non ci basterà raggiungere il nostro obiettivo..probabilmente saremo risucchiati da questo vortice e ce ne accorgeremo solo quando sarà troppo tardi. E siamo ancora qui a ragionarci..e allora perchè continuare? ognuno ha la sua storia e il suo motivo..sicuramente non abbastanza valido da farci tutto questo ma sta di fatto che lo vogliamo

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  2. ciao carissimo... mi vien da piangere, davvero..
    ti capisco! E devo dire che è per questo che mi faccio violenza ogni maledetto giorno, cercando di lottare... Immaginala come una scarpata in cui ci sei scivolato, ora sei là, appeso che ti domandi cosa sia più doloroso: se sforzarsi a mettersi in salvo o lasciarsi cadere (come citi nella colonnina a dx) "domandandoti se l'atterraggio sarà indolore o meno"... E conosco anche quella sensazione, si è stanchi...ma allentare le dita vuol dire precipitare.
    E'una spiegazione metaforica ma non si discosta molto dalla realtà..
    Tieni duro, non lasciarti andare ti prego! Sò che queste parole purtroppo non sono di nessun aiuto, perchè per quanto una persona possa tendere una mano la si rifiuta sempre...

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  3. Non capisco... ma perchè i miei commenti non vengono postati???

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  4. Hei ciao... ascolta la mia ragazza era anoressica... con tanto amore e fiducia l'ho strappata fuori da questo circolo vizioso,.
    Se te ami tanto le altre persone prova a cercare di dimenticare te stesso e dedicarti a loro, che con il loro affetto riusciranno a farti dimenticare inizialmente di te stesso e ti faranno vedere quanto la bellezza della vita è facilemente raggiungibile!!Ti prego se ti va di far due chiacchere ti lascio il mio indirizzo msn....zot89@hotmail.it ....

    Ti aspetto su msn per conoscerti e chissà ....

    Non porre limiti al destino!!!!

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  5. E allora ricorda.
    Ricorda ciò che eri diventato.
    Ricorda come ti sei rialzato.
    Ricorda la fatica, le lacrime, il sangue, il dolore.
    Copri gli specchi e riprendi in mano la tua vita.
    Ci riuscirai solo se lo vuoi. Davvero.
    Nessuna parola serve, nessuna richiesta di aiuto vale se non sei tu prima a volerlo.

    Io lo so. So come ci si sente a stare in bilico...
    (Se vuoi, trovi il mio indirizzo nel profilo)

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  6. Sono d'accordo con quello che hai scritto... Ma è proprio il fatto che tu hai già vissuto una vlta quest'esperienza che sai che tutte le belle sensazioni che l'anoessia lì per lì ti fa provare, non valgono la merda che ne consegue.
    Ed è questa consapevolezza che ti potrerà a lottare impedendoti di arrenderti. Ricadere è umano, siamo umani, ho perso il conto di quante volte sono ricaduta... Ma questo non è improtante... l'importante è ritrovare dopo ogni ricaduta la forza per rialzarsi... e per ricominciare a combattere... Perchè la nostra vita potrà essere esattamente come noi riusciremo a costruirla...

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  7. Caro MD, ti dico cn sincerità che qsto tuo post nn fa piangere solo Sweetie, ma chiunque ha un cuore, e secondo me nn perché sia triste.. ma perchè è meravigliosamente indifeso.. sembra davvero un pensiero a voce alta, un mostrare il proprio cuore nudo. Questa nudità e vulnerabilità, che sembrano emanare cn precisione anche dalla musica che hai scelto (quella che sto ascoltando in qsto momento, almeno..) sono come una vibrazione che prelude a una VERA FORZA... esattamente al contrario di quella presunta nella rigidità, nel voler dominare qualcosa. Anch'io ho pianto in una voragine di sgomento, di fronte a questo male che sembra portare via il cuore per sempre. Ma c'è una domanda che secondo me può salvare tutti, ed è: "chiediti a cosa ti serve essere incappato in questo tremendo ostacolo; in cosa lo potrai trasformare". Ogni dolore è prezioso, lo penso davvero, ma mi rendo conto che per sperimentare questo bisogna arrendersi a riconoscere un "senso" alle cose; dunque a una "fede" in qualcosa che consenta di diventare aperti e vulnerabili, nuovamente e scientemente, come BAMBINI. E questo nn è facile, lo so. Ma tu scrivi: "Vorrei tanto essere normale, potrei anche pregare un Dio per poter smettere di essere come sono". Credimi se ti dico che io ho detto quasi le stesse parole, una volta, a qualcuno che mi ha risposto: "nn rinnegare quello che sei, e non importa se nn credi in niente. Prova a CHIEDERE, lo stesso, quello che è giusto per te; prova solo a considerare possibile ottenere risposta".
    Io ho provato, e certo le cose nn sono successe subito.. nessun miracolo. Ma nel tempo ho trovato che chi mi ha consigliato aveva ragione.

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  8. Se per caso volessi parlare io sono disponibile.
    Parole chiare,dirette,sincere.

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