giovedì 25 marzo 2010

Per Joy, per tutti. Chiudere i CIE con ogni mezzo necessario

Inizio agosto 2009: Joy, una ragazza nigeriana rinchiusa nel
Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Corelli a
Milano, subisce un tentativo di stupro da parte dell'ispettore
capo di polizia Vittorio Addesso. La sua determinazione e
quella della sua compagna di stanza, Hellen, riescono ad allontanare
l'uomo.
Metà agosto: scoppia una rivolta nel Cie, a cui partecipano
tutti i detenuti. Vengono arrestati nove uomini e cinque donne.
Tra queste anche Joy ed Hellen, dopo essere state umiliate e
picchiate dal solerte aguzzino e stupratore Addesso.
Dopo sei mesi di carcere e la deposizione della denuncia per
tentato stupro da parte di Joy, tutte le ragazze vengono rinchiuse
un'altra volta in Cie sparsi sul territorio italiano.
Il 16 marzo Joy viene trasferita dal Cie di Modena a quello di
Ponte Galeria a Roma, insieme a molte altre donne nigeriane.
In quei giorni un funzionario dell’ambasciata nigeriana entra
più volte nel Cie romano per identificare donne e uomini senza
documenti e autorizzarne, così, l’espulsione.
Tra loro anche Joy.
L’ambasciata nigeriana, come altre, è complice delle deportazioni:
dietro congruo corrispettivo economico autorizza
l'espulsione di donne e uomini senza tener conto del loro passato
e del pericolo di vita in cui incorrono sempre e comunque
ritornando al loro paese d'origine.
Già da giorni giravano voci riguardo alle pressioni da parte
della questura di Milano perché Joy venisse espulsa.
L'espulsione di Joy significa anche liberarsi di quella fastidiosa
denuncia che porterebbe alla luce tutte le nefandezze che ogni
giorno avvengono – con l'avallo e la complicità di polizia, Croce
rossa e Misericordia – in questi moderni lager per immigrati
chiamati Cie.Pur di proteggere Vittorio Addesso, i suoi colleghi
sono disposti ad agire nelle maniere più vili.
Come il 25 novembre scorso quando, manganelli alla mano,
hanno più volte caricato un presidio di donne che volantinavano
alla stazione Cadorna di Milano per denunciare che i Cie
sono luoghi di tortura per tutti i reclusi, e che se i reclusi sono
donne tortura vuole dire anche abusi sessuali da parte dei guardiani.
O come quando, nella notte fra l'11 e il 12 febbraio, la questura
ha deciso di far “sparire”, nottetempo, le cinque ragazze
dalle carceri in cui erano rinchiuse, riportandole nei Cie e impedendo
loro di incontrare i numerosi solidali che attendevano la
loro scarcerazione.
La mattina del 18 marzo un volo charter organizzato dalla
Direzione Centrale dell'Immigrazione e della Polizia delle
Frontiere e co-finanziato dall'infame Agenzia Europea per le
Frontiere Esterne Frontex, ha attuato una vera e propria deportazione
di massa di nigeriani/e, rimpatriando a forza 51 cittadini/
e nigeriani/e: 25 espulsi/e dall'Italia, 10 dalla Germania,
6 dalla Grecia, 5 dall'Austria e 5 dalla Norvegia. Tra loro molte
vittime di tratta, donne che, come Joy, hanno già subìto violenze
su violenze e la cui vita è messa seriamente in pericolo dal
ritorno in Nigeria.
Su quel volo ci sarebbe dovuta essere anche Joy, ma la sua
espulsione è stata, per ora, bloccata grazie ad un mix tra fattori
di tipo legale e mobilitazioni solidali.
Ma il pericolo di venire rimpatriata rimane, nonostante i rischi
che Joy corre per la sua vita, essendo stata di nuovo minacciata
telefonicamente dai suoi sfruttatori.
Come può la vita di una donna essere così appesa ad un filo?
E cos’altro escogiteranno, ora, i colleghi di Vittorio Addesso
per riuscire ad espellerla e ad insabbiare tutto?
La storia di Joy ci dimostra come gli apparati repressivi e di
controllo dello stato esigano soprattutto che i ricatti sessuali che
ogni donna e trans subisce dentro i Cie rimangano taciuti.
La forza che hanno dimostrato Hellen e Joy fa paura, perché è
la forza che smaschera la verità di quello che accade dentro le
mura di quei lager per migranti. Gli aguzzini che li controllano
stanno facendo di tutto per impedire che questo precedente
apra un varco o una breccia in quelle mura.
Che nessuno/a ci venga più a dire che in Italia ci sono leggi
contro la violenza sessuale e lo stalking e che è necessario
denunciare.
Chiunque ancora lo pensa, da oggi in poi si ricordi bene questo:
LE FORZE DELL'ORDINE HANNO LICENZA DI STUPRARE,
ANCHE GRAZIE ALLE COPERTURE DI CUI GODONO E GRAZIE A UN
APPARATO ISTITUZIONALE CONNIVENTE.
I Cie sono luoghi di tortura fisica e psicologica per tutti i reclusi:
le persone vengono picchiate, costrette a prendere psicofarmaci,
private della loro libertà solo perchè non provviste di un
pezzo di carta chiamato permesso di soggiorno; in quei lager
le donne subiscono continue battute sessiste e molestie fino ai
veri e propri tentativi di stupro.
NESSUNA PACE PER CHI STUPRA E MOLESTA LE DONNE E CON
CHI GESTISCE QUESTI CIE, TANTO PIÙ SE LO FA FORTE DELLA
DIVISA CHE INDOSSA E DELLE CONNIVENZE DI CUI GODE!!!
E TU? VUOI ESSERE ANCORA LORO COMPLICE CON IL TUO
SILENZIO?

LA POLIZIA STUPRA... LA QUESTURA DEPORTA!!!

2 commenti:

  1. Dici bene a chiamarli moderni lager...è una vergogna ancora più schifosa dal fatto che viene ignorata dai più!

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  2. se questi sono quelli che dovrebbero proteggere e servire è meglio schiattare subito, porca miseria.
    Uomini di merda, sono, larve umane schifose.

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